Interviste
Dieci domande a ...
03.12.2008
Andrea Fiori
Appassionato di sport estivi e invernali, giovane ma già lanciato nelle avventura dei Trail e degli Ultra
Trail, Andrea Fiori ci racconta la sua esperienza all'Ultra Trail del Monte Bianco.
(by A. Defrancesco)
Un antipasto….vuoi raccontarci un po’ di te (quanti anni hai, dove abiti, cosa fai nella vita, hai famiglia)?
Ho 32 anni, abito da poco a Serravalle insieme a Elena, sono originario di Trivero dove ho vissuto per 30 anni con papa' Piero e mamma Carla. Avrei voluto lavorare in ambito sportivo, ma la vita mi ha condotto a lavorare in banca. Ho una laurea breve in amministrazione aziendale conseguita a Biella.
Da quanto tempo corri in montagna e come è nata questa passione? Pratichi altri sport?
Ho sempre avuto una forte passione per lo sport; ho iniziato con lo sci di fondo, dove sono diventato maestro, sono passato allo ski-roll militando per 2 anni nella squadra nazionale, da una decina di anni pratico lo sci alpinismo e anche qui, la mia indole di agonista, mi ha portato alla competizione, partecipando a Mezzalama, Pierramenta e Patrouille.
Vado in montagna da quando ero piccolo piccolo, sono stati i miei genitori a passarmi questa passione, ho iniziato a correre tanti anni fa con le corse campestri e qualche gara di corsa in montagna. a mano a mano che passavano gli anni ho allungato le distanze, prima correndo alcune sky race e adesso i trail.
Cosa ti ha spinto a partecipare all’UTMB? Era la tua prima partecipazione?
Mi ha spinto la voglia di misurarmi con me stesso. Le sky race mi sono sempre piaciute ma non sono mai riuscito a fare delle gare veramente belle, tutte le volte mancava qualcosa per essere soddisfatto. Due anni fa ho provato a partecipare al Grantrail della Valdigne, ero al debutto sulle lunghe distanze, le cose sono andate subito bene, mi sono divertito un mondo, tanta fatica ma la felicita' di ottenere un ottimo risultato, sono arrivato 14. Da qui la voglia di continuare, l'UTMB e' il trail per antonomasia, e' stato una conseguenza.
Ero alla mia prima partecipazione, forse e' stato anche un bene.
Quanto tempo prima ti sei preparato? Come ti sei preparato?
Sono due anni che pensavo all'UTMB. Di inverno pratico lo sci alpinismo, ho continuato a fare quello che negli ultimi anni ho sempre fatto, andando a fare gite con gli amici e partecipando alle piu' belle manifestazioni nazionali e internazionali. A differenza degli altri anni pero', l'anno scorso appena ritirati gli sci nel mese di maggio, ho iniziato a correre. Ho allungato le distanze e ho aggiunto almeno un lungo di 8/10 ore ogni 15 giorni, Mi e' servito un anno per ottenere il punteggio per poter provare ad iscrivermi. quest'anno poi come preparazione ho partecipato ad un trail di 50 km in Francia nel mese di giugno arrivando 8, ho ripetuto il Grantrail della Valdigne e poi ho aspettato la data fatidica.
Quanti particolari bisogna curare per partecipare ad una corsa come questa (attrezzatura, alimentazione, cambi, ….)?
Non sono uno meticoloso, non curo una dieta particolare, non mi tiro indietro se c'e' da far festa, sto solo attento a non eccedere.
La mia attrezzatura non ha nulla di particolare, solo un buon paio di scarpe che ammortizzino abbastanza e che non mi facciano venire le bolle ai piedi. Un occhio di riguardo lo do allo zaino, anche questo deve essere comodo, stare il piu' possibile aderente al corpo.
Per quanto riguarda i vestiti, in una gara come questa e' molto utile avere sempre qualcosa di fresco e asciutto addosso, e' molto utile avere qualcuno che faccia assistenza esterna che possa darti la maglia di ricambio al momento giusto senza doversi portare dietro uno zaino pesantissimo.
Ci vuoi raccontare qualche episodio particolare, curioso, simpatico o che ti è rimasto impresso?
Tutta la gara sarebbe un film da raccontare attimo per attimo.
Mi rimarranno inpressi i bambini che aspettano sul bordo strada per darti il cinque quando passi.
Mi ricordo un tavolino improvvisato dove sempre quattro bambini aspettano tutti i corridori e porgono loro un tanto agognato bicchiere d'acqua.
Mi rimarranno sempre impresse nella mente tutte le volte che ho incrociato lo sguardo di Elena, mamma e papa' che mi hanno dato assistenza e che mi hanno dato un enorme incitamento.
Mi ricordo con gioia lo striscione del traguardo e il sig. Poletti che mi aspettava per farmi i complimenti; due panorami stupendi su tutti, alba e tramonto che si riflettono sulle pendici del monte Bianco su due differenti versanti ma nello stesso giorno.
Cosa hai provato quando è stato dato lo start? E quando sei giunto all’arrivo?
Un'immensa gioia, e una forte emozione in entranbi i casi.
All'arrivo pero' il primo pensiero e' stato: “finalmente adesso posso sedermi e non alzarmi piu' per un bel po'”
Cosa ti è piaciuto di più? C’è qualcosa che ti ha deluso?
L'ambiente e la gente sul percorso, ti seguono e ti incitano per tutto il tempo, e' fantastico.
sono rimasto deluso solo che al mio arrivo non c'era tanta gente a fare il tifo, ma d'altronde sono arrivato alle 5 del mattino e' normale.
Come giudichi questa gara?
Molto bella, chi ama i trail, deve prima o poi farla.
Molto dura, per certi versi perfin esagerata, dopo il 120 km correvo solo perche' volevo arrivare alla fine, non capivo piu' se stavo andando forte o se stavo trascinanado i piedi
Pensi di rifarla?
Penso di si, ma non l'anno prossimo, ci sono altre gare altrettanto belle da provare e se si vuole provare a farle bene non le si puo' correre tutte.
Grazie Andrea per averci comunicato queste tue sensazioni, in bocca al lupo per le tue prossime avventure!
(by A. Defrancesco)
Un antipasto….vuoi raccontarci un po’ di te (quanti anni hai, dove abiti, cosa fai nella vita, hai famiglia)?
Ho 32 anni, abito da poco a Serravalle insieme a Elena, sono originario di Trivero dove ho vissuto per 30 anni con papa' Piero e mamma Carla. Avrei voluto lavorare in ambito sportivo, ma la vita mi ha condotto a lavorare in banca. Ho una laurea breve in amministrazione aziendale conseguita a Biella.
Da quanto tempo corri in montagna e come è nata questa passione? Pratichi altri sport?
Ho sempre avuto una forte passione per lo sport; ho iniziato con lo sci di fondo, dove sono diventato maestro, sono passato allo ski-roll militando per 2 anni nella squadra nazionale, da una decina di anni pratico lo sci alpinismo e anche qui, la mia indole di agonista, mi ha portato alla competizione, partecipando a Mezzalama, Pierramenta e Patrouille.
Vado in montagna da quando ero piccolo piccolo, sono stati i miei genitori a passarmi questa passione, ho iniziato a correre tanti anni fa con le corse campestri e qualche gara di corsa in montagna. a mano a mano che passavano gli anni ho allungato le distanze, prima correndo alcune sky race e adesso i trail.
Cosa ti ha spinto a partecipare all’UTMB? Era la tua prima partecipazione?
Mi ha spinto la voglia di misurarmi con me stesso. Le sky race mi sono sempre piaciute ma non sono mai riuscito a fare delle gare veramente belle, tutte le volte mancava qualcosa per essere soddisfatto. Due anni fa ho provato a partecipare al Grantrail della Valdigne, ero al debutto sulle lunghe distanze, le cose sono andate subito bene, mi sono divertito un mondo, tanta fatica ma la felicita' di ottenere un ottimo risultato, sono arrivato 14. Da qui la voglia di continuare, l'UTMB e' il trail per antonomasia, e' stato una conseguenza.
Ero alla mia prima partecipazione, forse e' stato anche un bene.
Quanto tempo prima ti sei preparato? Come ti sei preparato?
Sono due anni che pensavo all'UTMB. Di inverno pratico lo sci alpinismo, ho continuato a fare quello che negli ultimi anni ho sempre fatto, andando a fare gite con gli amici e partecipando alle piu' belle manifestazioni nazionali e internazionali. A differenza degli altri anni pero', l'anno scorso appena ritirati gli sci nel mese di maggio, ho iniziato a correre. Ho allungato le distanze e ho aggiunto almeno un lungo di 8/10 ore ogni 15 giorni, Mi e' servito un anno per ottenere il punteggio per poter provare ad iscrivermi. quest'anno poi come preparazione ho partecipato ad un trail di 50 km in Francia nel mese di giugno arrivando 8, ho ripetuto il Grantrail della Valdigne e poi ho aspettato la data fatidica.
Quanti particolari bisogna curare per partecipare ad una corsa come questa (attrezzatura, alimentazione, cambi, ….)?
Non sono uno meticoloso, non curo una dieta particolare, non mi tiro indietro se c'e' da far festa, sto solo attento a non eccedere.
La mia attrezzatura non ha nulla di particolare, solo un buon paio di scarpe che ammortizzino abbastanza e che non mi facciano venire le bolle ai piedi. Un occhio di riguardo lo do allo zaino, anche questo deve essere comodo, stare il piu' possibile aderente al corpo.
Per quanto riguarda i vestiti, in una gara come questa e' molto utile avere sempre qualcosa di fresco e asciutto addosso, e' molto utile avere qualcuno che faccia assistenza esterna che possa darti la maglia di ricambio al momento giusto senza doversi portare dietro uno zaino pesantissimo.
Ci vuoi raccontare qualche episodio particolare, curioso, simpatico o che ti è rimasto impresso?
Tutta la gara sarebbe un film da raccontare attimo per attimo.
Mi rimarranno inpressi i bambini che aspettano sul bordo strada per darti il cinque quando passi.
Mi ricordo un tavolino improvvisato dove sempre quattro bambini aspettano tutti i corridori e porgono loro un tanto agognato bicchiere d'acqua.
Mi rimarranno sempre impresse nella mente tutte le volte che ho incrociato lo sguardo di Elena, mamma e papa' che mi hanno dato assistenza e che mi hanno dato un enorme incitamento.
Mi ricordo con gioia lo striscione del traguardo e il sig. Poletti che mi aspettava per farmi i complimenti; due panorami stupendi su tutti, alba e tramonto che si riflettono sulle pendici del monte Bianco su due differenti versanti ma nello stesso giorno.
Cosa hai provato quando è stato dato lo start? E quando sei giunto all’arrivo?
Un'immensa gioia, e una forte emozione in entranbi i casi.
All'arrivo pero' il primo pensiero e' stato: “finalmente adesso posso sedermi e non alzarmi piu' per un bel po'”
Cosa ti è piaciuto di più? C’è qualcosa che ti ha deluso?
L'ambiente e la gente sul percorso, ti seguono e ti incitano per tutto il tempo, e' fantastico.
sono rimasto deluso solo che al mio arrivo non c'era tanta gente a fare il tifo, ma d'altronde sono arrivato alle 5 del mattino e' normale.
Come giudichi questa gara?
Molto bella, chi ama i trail, deve prima o poi farla.
Molto dura, per certi versi perfin esagerata, dopo il 120 km correvo solo perche' volevo arrivare alla fine, non capivo piu' se stavo andando forte o se stavo trascinanado i piedi
Pensi di rifarla?
Penso di si, ma non l'anno prossimo, ci sono altre gare altrettanto belle da provare e se si vuole provare a farle bene non le si puo' correre tutte.
Grazie Andrea per averci comunicato queste tue sensazioni, in bocca al lupo per le tue prossime avventure!

