Interviste
Dieci domande a ...
13.11.2008
Daniele Fornoni
Per gentile concessione del fotografo ufficiale Casto 2008 Stefano Belli
Anche Daniele Fornoni, atleta del canavese, ha accettato volentieri di rispondere alle domande che gli abbiamo
inviato. Che cosa conosciamo già di lui? E' stato autore di una magnifica doppietta in terra biellese, vincendo
due edizioni consecutive della Biella - Camino (2006 e 2007); inoltre si è preso anche la grandissima
soddisfazione di vincere quest'anno il Casto 42 km, arrivando ancora fresco come una rosa.
Quando dopo il tragurado gli ho chiesto "..com'è andata Daniele?" lui ha risposto "...giro bellissimo, pensa che ho visto anche un camoscio lungo il percorso!".
Ma sentiamo cosa ci racconta di sè.
(by A. Defrancesco)
Cominciamo con un po’ di informazioni…fisiche: quanti anni hai, altezza e peso?
Ho trentanove anni, sono alto un metro e ottanta x 66 kg di peso.
Dove abiti?
Abito a S.Carlo Canavese in provincia di Torino.
Da quanto tempo corri in montagna?
Corro in montagna a “tempo pieno” dal 2002, prima mi dedicavo alle maratone.
Come è nata questa passione?
Per la corsa da ragazzino, per la montagna pure seguendo mio padre. Conciliare le due cose è stato automatico anche se non immediato: infatti per diversi anni la mia passione è stata correre la maratona. Nelle gare in montagna trovo un ambiente molto più piacevole sia dal punto di vista umano che ambientale.
Quante gare fai ogni anno?
Gareggio tutto l’anno. Da maggio a ottobre nella corsa in montagna; in inverno e primavera nello sci alpinismo e con le racchette da neve. In tutto farò trenta, trentacinque gare.
Come ti alleni e quanto? Ti prepari tabelle di allenamento?
Mi alleno principalmente da solo alla sera dopo il lavoro, correndo su strada. Nel fine settimana se non gareggio faccio gli allenamenti più lunghi o che richiedono di spostarmi. Uso spesso la bici da strada, in estate una o due volte la settimana. Non seguo tabelle rigide, ho indicazioni di allenamenti da svolgere. Con l’esperienza degli anni riesco a gestirmi abbastanza bene evitando soprattutto di avere infortuni: credo che importante sia la continuità nell’allenamento senza troppi alti e bassi.
Hai famiglia? Se si’, come concili famiglia e corse?
Ho moglie e un figlio piccolo. Concilio le cose grazie alla disponibilità di mia moglie a seguirmi o quando non è possibile a permettermi di allenarmi e gareggiare.
La tua più grande soddisfazione? E la delusione più cocente?
Forse la più grande soddisfazione è stata la doppia vittoria alla Biella- Monte Camino che non aspettavo e che mi ha fatto veramente sentire di aver fatto una grande cosa. La delusione peggiore di quest’anno è stata la seconda prova degli italiani di corsa in montagna. Mi sono ritirato e per due settimane ho pensato che la stagione fosse finita, non riuscivo più a trovare la forma e forse anche le motivazioni giuste.
Quali insegnamenti hai tratto da questo sport?
Quello di imparare a vedere le cose da più punti di vista, senza fermarsi alla prima impressione che suona dentro di me. Come quando si pensa ad una gara che sembra al di sopra delle nostre forze ma poi a poco a poco si inizia a pensarla come possibile e poi fattibile e con l’allenamento si arriva a farla e a dire: incredibile ce l’ho fatta!
Il tuo sogno nel cassetto?
Ma forse iniziano solleticarmi le gare lunghe come i Trail dove l’aspetto puramente agonistico è meno importante rispetto all’esperienza personale.
Ciao a presto
Grazie Daniele per la disponibilità, ti aspettiamo sicuramente anche per il prossimo anno, magari anche al Bangher che è una gara che merita la tua presenza!
Quando dopo il tragurado gli ho chiesto "..com'è andata Daniele?" lui ha risposto "...giro bellissimo, pensa che ho visto anche un camoscio lungo il percorso!".
Ma sentiamo cosa ci racconta di sè.
(by A. Defrancesco)
Cominciamo con un po’ di informazioni…fisiche: quanti anni hai, altezza e peso?
Ho trentanove anni, sono alto un metro e ottanta x 66 kg di peso.
Dove abiti?
Abito a S.Carlo Canavese in provincia di Torino.
Da quanto tempo corri in montagna?
Corro in montagna a “tempo pieno” dal 2002, prima mi dedicavo alle maratone.
Come è nata questa passione?
Per la corsa da ragazzino, per la montagna pure seguendo mio padre. Conciliare le due cose è stato automatico anche se non immediato: infatti per diversi anni la mia passione è stata correre la maratona. Nelle gare in montagna trovo un ambiente molto più piacevole sia dal punto di vista umano che ambientale.
Quante gare fai ogni anno?
Gareggio tutto l’anno. Da maggio a ottobre nella corsa in montagna; in inverno e primavera nello sci alpinismo e con le racchette da neve. In tutto farò trenta, trentacinque gare.
Come ti alleni e quanto? Ti prepari tabelle di allenamento?
Mi alleno principalmente da solo alla sera dopo il lavoro, correndo su strada. Nel fine settimana se non gareggio faccio gli allenamenti più lunghi o che richiedono di spostarmi. Uso spesso la bici da strada, in estate una o due volte la settimana. Non seguo tabelle rigide, ho indicazioni di allenamenti da svolgere. Con l’esperienza degli anni riesco a gestirmi abbastanza bene evitando soprattutto di avere infortuni: credo che importante sia la continuità nell’allenamento senza troppi alti e bassi.
Hai famiglia? Se si’, come concili famiglia e corse?
Ho moglie e un figlio piccolo. Concilio le cose grazie alla disponibilità di mia moglie a seguirmi o quando non è possibile a permettermi di allenarmi e gareggiare.
La tua più grande soddisfazione? E la delusione più cocente?
Forse la più grande soddisfazione è stata la doppia vittoria alla Biella- Monte Camino che non aspettavo e che mi ha fatto veramente sentire di aver fatto una grande cosa. La delusione peggiore di quest’anno è stata la seconda prova degli italiani di corsa in montagna. Mi sono ritirato e per due settimane ho pensato che la stagione fosse finita, non riuscivo più a trovare la forma e forse anche le motivazioni giuste.
Quali insegnamenti hai tratto da questo sport?
Quello di imparare a vedere le cose da più punti di vista, senza fermarsi alla prima impressione che suona dentro di me. Come quando si pensa ad una gara che sembra al di sopra delle nostre forze ma poi a poco a poco si inizia a pensarla come possibile e poi fattibile e con l’allenamento si arriva a farla e a dire: incredibile ce l’ho fatta!
Il tuo sogno nel cassetto?
Ma forse iniziano solleticarmi le gare lunghe come i Trail dove l’aspetto puramente agonistico è meno importante rispetto all’esperienza personale.
Ciao a presto
Grazie Daniele per la disponibilità, ti aspettiamo sicuramente anche per il prossimo anno, magari anche al Bangher che è una gara che merita la tua presenza!

