Interviste
Dieci domande a ...
15.12.2008
Luigi Ploner
Personalmente non conosco Luigi Ploner, ma leggendo la sua intervista sicuramente mi immagino una persona
semplice anche se determinata. Uno "normale" dal punto di vista sportivo, ma sicuramente con una passione
grandissima. Oltretutto anche un imprenditore, abituato quindi a fare i conti con la realtà. E partecipare
e terminare l'UTMB non è proprio una cosa che si può fare lasciando il tutto al caso. Ecco il suo racconto
(by A. Defrancesco)
Un antipasto….vuoi raccontarci un po’ di te (quanti anni hai, dove abiti, cosa fai nella vita, hai famiglia)?
Mi chiamo Luigi Ploner, sono contitolare con i miei fratelli di una ditta meccanotessile a Camburzano (BI). Abito ad Occhieppo Superiore ho 56 anni, sono sposato con 3 figli. Il lavoro mi impegna totalmente durante tutta la settimana, normalmente dedico la domenica alle attività sportive; mi piace da sempre la montagna sia in estate che in inverno pratico alpinismo e sci alpinismo. Da circa 10 anni ho iniziato (per aggiungere nuove esperienze) a correre.
Da quanto tempo corri in montagna e come è nata questa passione? Pratichi altri sport?
Ho iniziato in totale autonomia da autodidatta correre le maratone su strada nel 1998 ed ho scoperto il piacere e gli effetti benefici della corsa su lunga distanza. Nel 2002 ho corso la 100 km del passatore corsa su strada. Nel 2003 ho inziato timidamente a provare qualche corsa in montagna in ambito locale: Ivrea-Mombarone, Biella – Camino, Piedicavallo – Rivetti. contemporaneamente ho continuato a correre le maratone su strada senza tralasciare quando possibile la passione per la montagna trekking e sci alpinismo.
Cosa ti ha spinto a partecipare all’UTMB? Era la tua prima partecipazione?
Nel 2006 ho assistito da spettatore in val Ferret all'UTMB e sono rimasto affascinato da questa situazione cosi al limite. Ho iniziato ad informarmi sul mondo del trail e nel 2007 mi sono iscritto al Cromagnon. Purtroppo siamo stati bloccati dopo soli 15 Km in una bufera di neve. Gran Trail Valdigne che ho corso in 20 h e 30 min ed in ultimo il CCC il trail corto (sono "solo" 98 km e 5.600 mt. disl +/-, ndr) del Bianco nel quale purtroppo un infortunio 2 giorni prima della partenza mi ha bloccato una caviglia e ho dovuto assistere da spettatore. Dopo questo primo anno di Trail particolarmente sfortunato nel 2008 ho ricominciato puntando subito al massimo quindi a gennaio mi sono iscritto al Cromagnon – Grantrail Valdigne – e UTMB l’ unico trail del 2007 mi aveva dato i punti necessari per confermare tutte le iscrizioni.
Quanto tempo prima ti sei preparato? Come ti sei preparato?
Gli impegni di lavoro non mi consentono una preparazione troppo regolare e scientifica da sempre utilizzo una metodologia personale. Mi alleno 1 volta a settimana la domenica; adattando la preparazione in relazione all’obbiettivo finale in particolare questo anno pensando all'UTMB ho iniziato nei mesi invernali ho corso su strada 4 maratone alternate a corse di 25-30 km ad aprile e maggio ho iniziato a fare lunghe camminate sulle nostre montagne alternando corsa molto lenta e camminata veloce per circa 6 – 8 ore ogni domenica. A giugno ho finalmente partecipato al trail Cromagnon (molto bello ) in 17 h e 50 min. Questo è stato il primo lungo della preparazione quindi ho corso la Biella Camino poi GranTrail Valdigne, il Bangher e poi un po di camminate in montagna ad agosto in fine è arrivato il giorno tanto atteso UTMB.
Quanti particolari bisogna curare per partecipare ad una corsa come questa (attrezzatura, alimentazione, cambi, ….)?
Una corsa cosi impegnativa e lunga non ti consente troppi errori. La mia priorità era di usare la testa in ogni dettaglio per riuscire ad arrivare entro i limiti di tempo imposti (una stessa esperienza la avevo già vissuta al tempo della 100 km su strada). Innanzi tutto non ho lesinato sul peso dello zaino, la mia esperienza di montagna mi ha aiutato per organizzarmi con i cambi e le attrezzature indispensabili da portare. Indispensabili sono gli indumenti tecnici che ti permettono di coprirti a strati e scoprirti quando è necessario, almeno 4 paia di calze un buona riserva di acqua un po’ di cibo in barrette e zuccheri. E poi un pò di fortuna e tanta tantissima convinzione mentale.
Ci vuoi raccontare qualche episodio particolare, curioso, simpatico o che ti è rimasto impresso?
Episodi: in una esperienza simile se ne vivono a decine vorrei ricordare: l’arrivo al colle della Segne all’alba uno spettacolo sulle valli stupendo mi ha ricordato i bivacchi fatti in montagna negli anni passati. Altro episodio la crisi tremenda vissuta nella salita al rif. Bertone sopra Courmayeur nonostante la sosta appena effettuata a Dolonne sono arrivato al Bertone distrutto pensavo di ritirarmi, poi con grande sforzo di volontà ho proseguito fino al rif. Bonatti qui un piatto di minestrina in brodo caldo mi ha fatto rinascere sono ripartito con una carica ritrovata che mi ha accompagnato fino alla fine; ed infine ricordo a Champex sono entrato nel tendone dell’infermeria perché avevo una bolla su un piede e volevo farmela bucare, alla vista degli infermieri che con le siringhe bucavano decine di piedi insanguinati alle persone coricate sui lettini mi sono sentito un giramento di testa ed un inizio di svenimento mi sono precipitato fuori ho bevuto un po di acqua ho messo un cerotto sulla mia bolla e sono ripartito (stavo molto meglio cosi)
Cosa hai provato quando è stato dato lo start? E quando sei giunto all’arrivo?
Alla partenza è stato bellissimo iniziava finalmente una nuova avventura sconosciuta la prospettiva di trascorrere 2 notti camminando senza nessuna interruzione con l’incognita di come il fisico avrebbe reagito a tale situazione. La prospettiva che le condizioni meteo sarebbero state buone era una fonte di tranquillità. Dopo i primi metri dimentichi le preoccupazioni ed inizi ad immergere il fisico e la mente nella corsa riducendo il percorso in tante singole frazioni da percorrere uno dopo l’altra la mente si concentra sulla meta più vicina raggiunta la quale inizia una nuova frazione con un nuovo obbiettivo e cosi via.. All’arrivo l’emozione è salita alle stelle un piacere infinito ti avvolge totalmente la stanchezza non esiste più è bellissimo capire quanto è possibile chiedere al nostro fisico. Mi ritengo fortunatissimo ad essere riuscito a completare il giro entro i limiti.
Cosa ti è piaciuto di più? C’è qualcosa che ti ha deluso?
La cosa che mi è piaciuto di più e sicuramente l’ambiente in cui si svolge la corsa veramente bello e piacevole in ogni punto il tempo è stato altrettanto bello ed ha contribuito ad aumentare il piacere mi è piaciuta l’organizzazione, direi eccellente in ogni particolare. Se devo trovare un motivo di delusione (purtroppo non risolvibile): correndo per tante ore non è possibile vedere i panorami delle vallate percorse durante le ore di buio. inoltre è un peccato avere un numero chiuso delle iscrizioni che penalizza la possibilità di partecipazione.
Come giudichi questa gara?
Eccellente veramente bella ed interessante sia sull’aspetto fisico sportivo che naturale ambientale ed ottimamente organizzato.
Pensi di rifarla?
Si penso di rifarla perché dopo la prima esperienza vorrei riuscire a concentrarmi un po di più sulla prestazione e riuscire a chiuderla con un tempo minore rispetto alle quasi 45 ore che ho impiegate questo anno. Mi scuso per il ritardo della risposta ma il tempo è sempre molto scarso. Spero di essere stato esauriente nella mia esposizione ringrazio per l’interessamento e porgo cordiali saluti e buone feste e buone CORSE a tutti
Luigi Ploner
Grazie Luigi per averci dedicato del tempo! Le tue risposte ci hanno veramente aiutato a capire un pò di più cosa vuol dire vivere questa avventura; grazie per gli auguri che ricambiamo di cuore ed estendiamo a tutti gli amici sportivi ed appassionati della montagna!
(by A. Defrancesco)
Un antipasto….vuoi raccontarci un po’ di te (quanti anni hai, dove abiti, cosa fai nella vita, hai famiglia)?
Mi chiamo Luigi Ploner, sono contitolare con i miei fratelli di una ditta meccanotessile a Camburzano (BI). Abito ad Occhieppo Superiore ho 56 anni, sono sposato con 3 figli. Il lavoro mi impegna totalmente durante tutta la settimana, normalmente dedico la domenica alle attività sportive; mi piace da sempre la montagna sia in estate che in inverno pratico alpinismo e sci alpinismo. Da circa 10 anni ho iniziato (per aggiungere nuove esperienze) a correre.
Da quanto tempo corri in montagna e come è nata questa passione? Pratichi altri sport?
Ho iniziato in totale autonomia da autodidatta correre le maratone su strada nel 1998 ed ho scoperto il piacere e gli effetti benefici della corsa su lunga distanza. Nel 2002 ho corso la 100 km del passatore corsa su strada. Nel 2003 ho inziato timidamente a provare qualche corsa in montagna in ambito locale: Ivrea-Mombarone, Biella – Camino, Piedicavallo – Rivetti. contemporaneamente ho continuato a correre le maratone su strada senza tralasciare quando possibile la passione per la montagna trekking e sci alpinismo.
Cosa ti ha spinto a partecipare all’UTMB? Era la tua prima partecipazione?
Nel 2006 ho assistito da spettatore in val Ferret all'UTMB e sono rimasto affascinato da questa situazione cosi al limite. Ho iniziato ad informarmi sul mondo del trail e nel 2007 mi sono iscritto al Cromagnon. Purtroppo siamo stati bloccati dopo soli 15 Km in una bufera di neve. Gran Trail Valdigne che ho corso in 20 h e 30 min ed in ultimo il CCC il trail corto (sono "solo" 98 km e 5.600 mt. disl +/-, ndr) del Bianco nel quale purtroppo un infortunio 2 giorni prima della partenza mi ha bloccato una caviglia e ho dovuto assistere da spettatore. Dopo questo primo anno di Trail particolarmente sfortunato nel 2008 ho ricominciato puntando subito al massimo quindi a gennaio mi sono iscritto al Cromagnon – Grantrail Valdigne – e UTMB l’ unico trail del 2007 mi aveva dato i punti necessari per confermare tutte le iscrizioni.
Quanto tempo prima ti sei preparato? Come ti sei preparato?
Gli impegni di lavoro non mi consentono una preparazione troppo regolare e scientifica da sempre utilizzo una metodologia personale. Mi alleno 1 volta a settimana la domenica; adattando la preparazione in relazione all’obbiettivo finale in particolare questo anno pensando all'UTMB ho iniziato nei mesi invernali ho corso su strada 4 maratone alternate a corse di 25-30 km ad aprile e maggio ho iniziato a fare lunghe camminate sulle nostre montagne alternando corsa molto lenta e camminata veloce per circa 6 – 8 ore ogni domenica. A giugno ho finalmente partecipato al trail Cromagnon (molto bello ) in 17 h e 50 min. Questo è stato il primo lungo della preparazione quindi ho corso la Biella Camino poi GranTrail Valdigne, il Bangher e poi un po di camminate in montagna ad agosto in fine è arrivato il giorno tanto atteso UTMB.
Quanti particolari bisogna curare per partecipare ad una corsa come questa (attrezzatura, alimentazione, cambi, ….)?
Una corsa cosi impegnativa e lunga non ti consente troppi errori. La mia priorità era di usare la testa in ogni dettaglio per riuscire ad arrivare entro i limiti di tempo imposti (una stessa esperienza la avevo già vissuta al tempo della 100 km su strada). Innanzi tutto non ho lesinato sul peso dello zaino, la mia esperienza di montagna mi ha aiutato per organizzarmi con i cambi e le attrezzature indispensabili da portare. Indispensabili sono gli indumenti tecnici che ti permettono di coprirti a strati e scoprirti quando è necessario, almeno 4 paia di calze un buona riserva di acqua un po’ di cibo in barrette e zuccheri. E poi un pò di fortuna e tanta tantissima convinzione mentale.
Ci vuoi raccontare qualche episodio particolare, curioso, simpatico o che ti è rimasto impresso?
Episodi: in una esperienza simile se ne vivono a decine vorrei ricordare: l’arrivo al colle della Segne all’alba uno spettacolo sulle valli stupendo mi ha ricordato i bivacchi fatti in montagna negli anni passati. Altro episodio la crisi tremenda vissuta nella salita al rif. Bertone sopra Courmayeur nonostante la sosta appena effettuata a Dolonne sono arrivato al Bertone distrutto pensavo di ritirarmi, poi con grande sforzo di volontà ho proseguito fino al rif. Bonatti qui un piatto di minestrina in brodo caldo mi ha fatto rinascere sono ripartito con una carica ritrovata che mi ha accompagnato fino alla fine; ed infine ricordo a Champex sono entrato nel tendone dell’infermeria perché avevo una bolla su un piede e volevo farmela bucare, alla vista degli infermieri che con le siringhe bucavano decine di piedi insanguinati alle persone coricate sui lettini mi sono sentito un giramento di testa ed un inizio di svenimento mi sono precipitato fuori ho bevuto un po di acqua ho messo un cerotto sulla mia bolla e sono ripartito (stavo molto meglio cosi)
Cosa hai provato quando è stato dato lo start? E quando sei giunto all’arrivo?
Alla partenza è stato bellissimo iniziava finalmente una nuova avventura sconosciuta la prospettiva di trascorrere 2 notti camminando senza nessuna interruzione con l’incognita di come il fisico avrebbe reagito a tale situazione. La prospettiva che le condizioni meteo sarebbero state buone era una fonte di tranquillità. Dopo i primi metri dimentichi le preoccupazioni ed inizi ad immergere il fisico e la mente nella corsa riducendo il percorso in tante singole frazioni da percorrere uno dopo l’altra la mente si concentra sulla meta più vicina raggiunta la quale inizia una nuova frazione con un nuovo obbiettivo e cosi via.. All’arrivo l’emozione è salita alle stelle un piacere infinito ti avvolge totalmente la stanchezza non esiste più è bellissimo capire quanto è possibile chiedere al nostro fisico. Mi ritengo fortunatissimo ad essere riuscito a completare il giro entro i limiti.
Cosa ti è piaciuto di più? C’è qualcosa che ti ha deluso?
La cosa che mi è piaciuto di più e sicuramente l’ambiente in cui si svolge la corsa veramente bello e piacevole in ogni punto il tempo è stato altrettanto bello ed ha contribuito ad aumentare il piacere mi è piaciuta l’organizzazione, direi eccellente in ogni particolare. Se devo trovare un motivo di delusione (purtroppo non risolvibile): correndo per tante ore non è possibile vedere i panorami delle vallate percorse durante le ore di buio. inoltre è un peccato avere un numero chiuso delle iscrizioni che penalizza la possibilità di partecipazione.
Come giudichi questa gara?
Eccellente veramente bella ed interessante sia sull’aspetto fisico sportivo che naturale ambientale ed ottimamente organizzato.
Pensi di rifarla?
Si penso di rifarla perché dopo la prima esperienza vorrei riuscire a concentrarmi un po di più sulla prestazione e riuscire a chiuderla con un tempo minore rispetto alle quasi 45 ore che ho impiegate questo anno. Mi scuso per il ritardo della risposta ma il tempo è sempre molto scarso. Spero di essere stato esauriente nella mia esposizione ringrazio per l’interessamento e porgo cordiali saluti e buone feste e buone CORSE a tutti
Luigi Ploner
Grazie Luigi per averci dedicato del tempo! Le tue risposte ci hanno veramente aiutato a capire un pò di più cosa vuol dire vivere questa avventura; grazie per gli auguri che ricambiamo di cuore ed estendiamo a tutti gli amici sportivi ed appassionati della montagna!

