Interviste

Dieci domande a ...

10.08.2009

Francesco Rossi

Rossi all'arrivo BMC

Francesco "Franz" Rossi, della ormai mitica (almeno per noi biellesi) associazione "Road Runners Milano" è, con i suoi amici, da qualche anno, frequentatore abituale delle gare organizzate dal GSA e da Mau Scilla. A lui abbiamo rivolto alcune domande per comprendere un pò di più lo spirito dei "cittadini" che vengono in montagna. Lui ci ha rispost, rapido e preciso, come un computer!

(by A. Defrancesco)

Dove abiti e cosa fai nella vita?
Abito a Milano e lavoro in una società che produce software

Da quanto tempo corri in montagna?
Corro in montagna da circa tre anni

Come è nata questa passione?
Andare in montagna mi è sempre piaciuto, coniugare corsa e montagna è stato naturale. Un ruolo importante lo hanno avuto alcune persone con le quali ho provato a correre le prime uscite in natura.
Cosa vuol dire per una persona di città correre in montagna?
Nel mio caso specifico il fatto di vivere in città (a parte le difficoltà degli spostamenti) non ha inciso. Per me correre è soprattutto dove e con chi correre, più che tempo fare. Quindi è lo spirito delle corse in montagna che mi ha appassionato.

Quante gare fai ogni anno?
Dipende, intorno alle 8-10 gare

Come ti alleni e quanto?Ti prepari tabelle di allenamento?
Mi alleno 3 volte in settimana (tendenzialmente due su piano e una di potenziamento con salite) più un’uscita nel weekend dove cerco di mettere montagna e lunghi. Non USO tabelle di allenamento, anche se le ho usate spesso in passato preparando altre gare (maratona).

Hai famiglia? Se si’, come concili famiglia e corse?
E’ un problema. Ho famiglia e non sono interessati né alla corsa né alla montagna. Ciò rende il tutto più complicato. Però mia moglie è molto comprensiva e i figli sono grandi.

La mia più grande soddisfazione? La delusione più cocente?
Beh, credo che la più grande soddisfazione derivi dal fatto che giunto ad un livello di preparazione buono (nei miei parametri, ovviamente) riesco a correre senza farmi male e con costanza. Poi certo ogni nuova prova ha i suoi premi: la prima volta oltre una certa distanza o un certo dislivello, la corsa di notte da solo ecc. Per la delusione, devo dire che non ne posso citare alcuna. Mi sarebbe venuto da dire il ritiro di squadra alla Monza Resegone, ma in realtà ho un bel ricordo anche di quella nottata.

Quali insegnamenti hai tratto da questo sport?
Rispetto (per il mio corpo, per la Natura, per gli altri). Seguire il tuo ritmo e i tuoi tempi.

Il tuo sogno nel cassetto?
Un trail lontano (Asia)

Come giudichi i trail del biellese?
Hanno tutte le buone caratteristiche della gara organizzata in piccolo (rapporti amichevoli, facilità di dialogo, numeri ragionevoli, costi accessibili) coniugata ad una serietà impressionante sui temi importanti (sicurezza, ecologia, cultura trail). Molto bene, li consiglio regolarmente.

Grazie Franz, ci vediamo sicuramente al Casto, 25 ottobr 2009!